Alfabetizzazione e apprendimento lingua italiana

Percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana

  1. Sono finalizzati al conseguimento di un titolo attestante il raggiungimento di un livello di
conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del Quadro Comune Europeo di
  1. Riferimento per le lingue. L’orario complessivo può raggiungere un massimo di 200 ore.
Percorsi di primo livello Sono finalizzati al conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo d’istruzione e della certificazione attestante l’acquisizione delle competenze di base connesse all’obbligo di istruzione. I percorsi di Primo Livello sono articolati in due periodi didattici:  
  • primo periodo didattico
finalizzato al conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo d’istruzione orario complessivo 400 ore + eventuali 200 ore ulteriori se l’adulto non possiede la certificazione della scuola primaria
  • secondo periodo didattico
finalizzato al conseguimento della certificazione attestante l’acquisizione delle competenze di base connesse all’obbligo di istruzione orario complessivo 825 ore Percorsi di secondo livello (in rete con gli istituti di secondo grado) Sono finalizzati al conseguimento del diploma di istruzione tecnica, professionale e artistica; sono articolati in tre periodi didattici . L’orario complessivo è pari al 70% di quello previsto dai corrispondenti ordinamenti degli istituti tecnici o professionali con riferimento all’area di istruzione generale e alle singole aree di indirizzo Tutte le attività proposte dal CPIA di Isernia possono essere collocate al mattino o al pomeriggio dal lunedì al venerdì. I Percorsi di istruzione negli istituti di prevenzione e pena I percorsi di istruzione degli adulti negli istituti di prevenzione e pena, in ottemperanza a quanto previsto dall’art.27, Parte I, della Costituzione della Repubblica Italiana, sono finalizzati a rieducare il detenuto alla convivenza civile attraverso azioni positive che lo aiutino nella ridefinizione del proprio progetto di vita e nell’assunzione di responsabilità verso se stesso e la società, tenuto conto che l’istruzione costituisce il presupposto per la promozione della crescita culturale e civile del detenuto e la base necessaria alla sua formazione professionale, tecnica e culturale. Pertanto, i percorsi di istruzione degli adulti negli istituti di prevenzione e pena, in coerenza con quanto previsto dall’art. 15 della Legge 354/1975 costituiscono elemento irrinunciabile nel programma del trattamento rieducativo del detenuto. La programmazione dei percorsi di istruzione degli adulti negli istituti di prevenzione e pena, fermo restando quanto previsto dal DPR 230/2000, dovrà tenere conto della specificità e distintività dell’istruzione nelle carceri, anche al fine di rendere compatibili i nuovi assetti organizzativi e didattici con i “tempi” e i “luoghi” della detenzione, nonché con la specificità dell’utenza, utilizzando metodi adeguati alla condizione dei soggetti e predisponendo soluzioni organizzative coerenti con il principio di individualizzazione del trattamento penitenziario. Pertanto, i CPIA devono attivare, nell’ambito della loro autonomia, misure di sistema finalizzate ad apportare i necessari adattamenti organizzativi in relazione alla specificità della domanda formativa degli adulti in carcere, alla peculiarità dei luoghi di apprendimento, nonché alla variabilità dei tempi di detenzione. Inoltre, i CPIA possono nell’ambito della loro autonomia realizzare misure di sistema attraverso specifici accordi con i soggetti di cui al precedente punto 3.1.1, lett. C) anche applicativi dei protocolli di intesa di cui agli artt. 41 e 43 del DPR 230/2000. In questo ambito, assumono particolare rilievo, ad esempio, la promozione di attività di aggiornamento e formazione del personale, l’allestimento di laboratori didattici, il potenziamento delle biblioteche, nonché la realizzazione di interventi finalizzati al recupero, all’integrazione e al sostegno dei minori e degli adulti anche dopo la loro uscita dal circuito detentivo. La scuola, con i corsi di primo livello, è presente all’interno della Casa Circondariale di Isernia. La popolazione detenuta è costituita da alunni in età adulta in condizioni di restrizione, provenienti sia dal territorio nazionale che da Paesi extra-comunitari. All’interno l’assetto dei ristretti è caratterizzato dalla forte mobilità per i trasferimenti, scarcerazioni e nuove detenzioni. Le esperienze scolastiche e sociali dei corsisti variano, caratterizzate molto spesso da fallimenti, insuccessi, inadeguatezza, sfiducia ed esclusione; è accertato che, comunque, quasi tutti questi corsisti hanno alle spalle una scolarizzazione minima o addirittura quasi totalmente assente, visto che diversi soggetti hanno abbandonato la scuola per vari motivi. Risulta manifesto in molti il bisogno di reinserimento sociale, di sviluppo personale e di riscatto attraverso la condivisione di valori comuni, di trasmissione di un patrimonio culturale, di apprendimento dell’autonomia personale e della capacità di lavorare in gruppo. I cittadini di cultura non italiana all’interno delle istituzioni penitenziarie sono sempre più numerosi. Ciò che accomuna i corsisti stranieri è la scarsa conoscenza della lingua italiana, mentre ciò che li divide è il diverso grado di scolarizzazione che hanno raggiunto nei loro paesi d’origine: sono presenti corsisti che conoscono diverse lingue e corsisti totalmente analfabeti in madrelingua. È ovvio che questa forte eterogeneità crei notevoli difficoltà nel calibrare e organizzare gli interventi in ambito cognitivo. Non meno difficoltoso è operare nell’area non cognitiva perché se la diversità etnica risulta una ricchezza in un contesto di “normalità”, diviene molto difficile da gestire in una struttura che esaspera molti degli aspetti negativi della persona: intolleranza, esasperazione, degrado, isolamento nell’etnia cui si appartiene, pregiudizi nei confronti degli altri, tutti atteggiamenti che l’insegnante si trova a dover gestire. Questo tipo di utenza è inizialmente interessata all’acquisizione dello strumento linguistico, quindi ai corsi di Italiano L2. Il recluso che decide di seguire un qualsiasi corso, ha spesso come prima e sostanziale motivazione quella di spezzare la monotonia della reclusione e di potere impegnare la mente in contenuti non legati alla carcerazione. Inoltre, il lavoro collettivo svolto durante i corsi scolastici può consentire al detenuto di trovare un ruolo, un diverso rapporto con gli altri, una valorizzazione delle proprie caratteristiche e qualità personali che gli consentono un confronto più sereno con gli altri compagni. L’organizzazione di corsi scolastici acquista una forte valenza ai fini del loro recupero sociale e della realizzazione del diritto allo studio “è di primaria importanza realizzare un’intensa e continua forma di collaborazione tra l’Amministrazione penitenziaria e quella scolastica…” (C.M. 253/93). L’intervento didattico e pedagogico punterà ad agevolare tutti i corsisti nella ripresa dell’attività di studio e nel colmare le principali lacune della preparazione culturale. Infatti la progettazione delle Uda delle singole discipline sarà il più possibile flessibile e aderente alle esigenze ed agli interessi reali dei corsisti, in modo da contribuire alla crescita culturale consentendo un inserimento positivo nella vita lavorativa e nel contesto sociale. Prerequisito fondamentale è la costruzione di un metodo di lavoro che attraverso la riflessione miri a diventare un metodo personale ed autonomo. La didattica terrà conto del procedimento induttivo-analitico e di quello deduttivo-globale a seconda delle situazioni di partenza, delle abilità e delle esperienze di ognuno. Gli interventi didattici tenderanno innanzitutto a creare nella classe un clima di fiducia riguardo alla possibilità di riuscita e di successo; ciò anche attraverso modalità relazionali e comportamenti professionali rispettosi del vissuto dei corsisti oltre che dei loro ritmi e stili di apprendimento. Le caratteristiche dell’insegnamento all’interno delle istituzioni penitenziarie si basano sull’elevata attenzione ai bisogni individuali degli utenti in relazione al proprio vissuto e alle loro aspettative, alla condivisione e co-progettazione degli interventi individualizzati ai fini della promozione sociale, culturale e occupazionale. Progettare istruzione per i detenuti significa anche ricostruire legami e ponti tra istituzioni e territorio per offrire opportunità, per permettere agli adulti di poter vedere, poter scoprire, poter pensare di ricostruire un futuro riuscendo ad intraprendere percorsi possibili. Il carcere è un ambiente di alta complessità, una realtà dove si modifica il concetto di tempo, si creano dipendenze dagli altri e negazione del sé, esistono difficoltà di coordinamento/programmazione. Operare in questa realtà significa essere disposti a pensare che una conquista non è mai definitiva ma è suscettibile di continui aggiustamenti e ripensamenti.

Percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana

Nella fase di accoglienza e orientamento saranno individuate e predisposte modalità di accertamento delle competenze in ingresso, acquisite in contesti di apprendimento formale, non formale ed informale, in relazione a quelle previste dai rispettivi livelli (Pre A1 – A1 e A2) al fine di consentire la personalizzazione del percorso anche in funzione della definizione della durata del medesimo.
Livello Principiante Pre A1 Competenze/Abilità
ASCOLTO
  • Comprendere brevissimi messaggi, purché si parli molto lentamente e chiaramente.
  • Comprendere semplici comandi, anche riascoltandoli più volte.
LETTURA
  • Leggere e comprendere immagini e parole.
  • Leggere frasi minime cogliendo le informazioni essenziali.
INTERAZIONE ORALE E SCRITTA
  • Porre e rispondere a semplici domande relative alla propria persona e alla propria famiglia.
  • Completare un modulo in stampato maiuscolo, con i propri dati anagrafici,ricopiandoli.
  • Completare parole abbinate alle immagini.
PRODUZIONE ORALE
  • Comunicare con frasi minime al fine di un semplice scambio di informazioni su argomenti familiari e comuni relativi a se stessi e alla propria famiglia.
  • Utilizzare il lessico di base relativo alla famiglia, alla casa, al cibo e all’abbigliamento.
  • Raccontare la propria giornata utilizzando frasi minime con il lessico presentato.
PRODUZIONE SCRITTA
  • Comprendere la struttura fonetico-sillabica delle parole, riproducendola nella scrittura.
  • Utilizzare lo stampato maiuscolo per la scrittura di parole.
  • Scrivere i propri dati anagrafici in stampato maiuscolo, ricopiando.
  • Scrivere autonomamente il proprio nome e cognome, anche in corsivo, per poter apporre la propria firma sui documenti.
Livello Base A1 Competenze/Abilità
Comprende e utilizza espressioni familiari di uso quotidiano e formule molto comuni per soddisfare bisogni di tipo concreto. Sa presentare se stesso/a e altri, porre domande su dati personali e rispondere a domande analoghe (il luogo dove abita, le persone che conosce e le cose che possiede). Interagisce in modo semplice purché l’interlocutore parli lentamente e chiaramente e sia disposto a collaborare. ASCOLTO
  • Comprendere le istruzioni che vengono impartite purché si parli lentamente e chiaramente
  • Comprendere un discorso pronunciato molto lentamente e articolato con grande precisione, che contenga lunghe pause per permettere di assimilarne il senso.
LETTURA
  • Comprendere testi molto brevi e semplici, cogliendo nomi conosciuti, parole ed espressioni familiari ed eventualmente rileggendo.
INTERAZIONE ORALE E SCRITTA
  • Porre e rispondere a semplici domande relative a se stessi, alle azioni quotidiane e ai luoghi dove si vive
  • Utilizzare in uno scambio comunicativo numeri, quantità, costi, orari
  • Compilare un semplice modulo con i propri dati anagrafici
PRODUZIONE ORALE
  • Descrivere se stessi, le azioni quotidiane e i luoghi dove si vive
  • Formulare espressioni semplici, prevalentemente isolate, su persone e luoghi
PRODUZIONE SCRITTA
  • Scrivere i propri dati anagrafici, numeri e date
  • Scrivere semplici espressioni e frasi isolate
Livello Sopravvivenza A2 Competenze/Abilità
Comprende frasi isolate ed espressioni di uso frequente relative ad ambiti di immediata rilevanza (es. informazioni di base sulla persona e sulla famiglia, acquisti, geografia locale, lavoro). Comunica in attività semplici e di routine che richiedono un solo uno scambio di informazioni semplici e diretto su argomenti familiari e abituali. Sa descrivere in termini semplici aspetti del proprio vissuto e del proprio ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni immediati. ASCOLTO
  • Comprende quanto basta per soddisfare bisogni di tipo concreto, purché si parli lentamente e chiaramente
  • Comprende espressioni riferite ad aree di priorità immediata quali la persona, la famiglia, gli acquisti, la geografia locale e il lavoro, purché si parli lentamente e chiaramente
LETTURA
  • Comprendere testi brevi e semplici di contenuto familiare e di tipo concreto,formulati nel linguaggio che ricorre frequentemente nella vita di tutti i giorni e/o sul lavoro
INTERAZIONE ORALE E SCRITTA
  • Far fronte a scambi di routine, ponendo e rispondendo a domande semplici
  • Scambiare informazioni su argomenti e attività consuete riferite alla famiglia, all’ambiente, al lavoro e al tempo libero
  • Scrivere brevi e semplici appunti, relativi a bisogni immediati, usando formule convenzionali
PRODUZIONE ORALE
  • Descrivere o presentare in modo semplice persone, condizioni di vita o di lavoro, compiti quotidiani
  • Usare semplici espressioni e frasi legate insieme per indicare le proprie preferenze
PRODUZIONE SCRITTA
  • Scrivere una serie di elementari espressioni e frasi legate da semplici connettivi quali “e”, “ma”, “perché” relativi a contesti di vita sociali, culturali e lavorativi
  • Scrivere una semplice lettera personale su argomenti e attività consuete riferite alla famiglia, all’ambiente, al lavoro e al tempo libero.
 
C.P.I.A. Isernia